"La figlia del clan" di DANILO CHIRICO
Mercoledì 15/04 - ore 18:30

Una storia di mafia e maternità, omertà e coraggio, caduta e rinascita. Danilo Chirico presenta La figlia del clan (Edizioni Piemme), in cui per la prima volta Giuseppina Pesce, "la postina", racconta dall'interno cosa significa nascere e crescere in una famiglia di 'ndrangheta.

 

Il libro:

Una macchina corre sulla Salerno-Reggio Calabria. È l'estate di Italia '90. Una famiglia canta felice con i finestrini abbassati, diretta a Gardaland. Sul sedile posteriore giocano tre bambini. Tra loro c'è Giusy, undici anni. Non sa ancora che quella felicità è fragile, che il suo cognome pesa come una sentenza. Giuseppina Pesce è cresciuta a Rosarno, nel cuore di uno dei clan più potenti della 'ndrangheta. Figlia, sorella, nipote di boss. Nata in una casa dove il silenzio è leg­ge e il sangue non si tradisce, a poco più di trent'anni sceglie di parlare. Di testimoniare. Di spezzare la catena. Lo fa per salvare i suoi figli. È una delle prime donne di 'ndrangheta a collaborare con la giustizia. E da quel momento perde tutto: la famiglia, il nome, la vita di prima. La figlia del clan è il racconto intimo e sconvolgente di una donna che ha attraversato violenza, colpa e paura per conquistare la libertà.

 

L'autore:

DANILO CHIRICO (Reggio Calabria, 1977) è un giornalista e autore televisivo. Lavora a Raitre, ha condotto Le parole dell’antimafia (Rai Radio 3). È stato autore di programmi di informazione per Rai 1, La7, Sky, MTV. Ha scritto per giornali e agenzie di stampa. Ha realizzato il podcast Follow the money ed è stato coautore del documentario Il Celeste – Storia di Roberto Formigoni. Ha scritto il romanzo Chiaroscuro e sceneggiato la webserie Angelo. Ha pubblicato numerosi saggi tra cui Dimenticati (con Alessio Magro) con cui ha vinto il premio Indro Montanelli Giovani. Ha scritto Storia dell’antindrangheta, primo libro sulla storia del movimento antimafia calabrese. Ha fondato l’associazione daSud.

 

La protagonista:

GIUSEPPINA PESCE è nata nel 1979 in una delle più potenti famiglie di ’ndrangheta attiva a Rosarno in Calabria. Nel 2010 è stata arrestata con l’accusa di essere la “postina” del clan ed è diventata collaboratrice di giustizia. Da allora vive sotto copertura insieme ai suoi tre figli.

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